Proposte modifica sicurezza lavoro - le prossime novità che (forse) ci attendono - Criticità e aspetti da valutare

Criticità e aspetti da valutare

Le proposte presentano elementi innovativi, ma anche alcune possibili criticità applicative.

La prima riguarda il rischio di aumento della responsabilità del RSPP. Se il RSPP viene qualificato come soggetto dotato di maggiore autonomia e responsabilità, occorre definire con estrema precisione i confini del suo ruolo, evitando che diventi un “capro espiatorio” tecnico in caso di infortunio.

La seconda riguarda i requisiti professionali. L’innalzamento dei requisiti di accesso può migliorare la qualità tecnica del sistema, ma deve essere gestito con gradualità, salvaguardando le professionalità esperte già operanti nel settore.

La terza riguarda le piccole imprese. L’obbligo di garantire risorse adeguate al SPP e di strutturare modelli organizzativi potrebbe risultare complesso per microimprese e PMI. Serviranno strumenti proporzionati, linee guida operative, modelli semplificati e supporti tecnici realmente utilizzabili.

La quarta riguarda l’effettività dei modelli organizzativi. Il rischio è che il modello ex articolo 30 venga adottato solo formalmente per ottenere un beneficio in sede penale. Per evitare questo, sarà necessario verificare non solo l’esistenza del modello, ma la sua concreta attuazione.

La centralità del DVR

In tutta la proposta emerge con forza la centralità del Documento di Valutazione dei Rischi. Il DVR resta il fulcro del sistema prevenzionistico.

Tuttavia, il DVR non può essere considerato un semplice fascicolo da esibire in caso di controllo. Deve essere il documento attraverso cui l’azienda dimostra di avere:

  • individuato i pericoli;
  • valutato i rischi;
  • definito le misure di prevenzione e protezione;
  • programmato gli interventi;
  • assegnato responsabilità;
  • informato e formato i lavoratori;
  • aggiornato le misure in funzione dell’evoluzione tecnica e organizzativa.

La proposta rafforza l’idea che la valutazione dei rischi debba essere un processo continuo, non un adempimento occasionale.

Formazione, DPI e sorveglianza sanitaria come obblighi irrinunciabili

La proposta individua alcuni obblighi come fondamentali e non negoziabili: formazione, informazione, DPI, sorveglianza sanitaria quando prevista, nomina del RSPP, valutazione dei rischi e aggiornamento del DVR.

La loro omissione determina, nella logica proposta, una colpa comunque grave.

Questo passaggio è molto importante: il sistema premiale non opera se mancano i presidi minimi della prevenzione. Non può esserci organizzazione virtuosa senza formazione effettiva, senza DPI adeguati, senza sorveglianza sanitaria quando necessaria e senza valutazione dei rischi aggiornata.

Appalti, interferenze e obblighi organizzativi

Tra gli obblighi fondamentali richiamati dalla proposta rientrano anche quelli connessi ai contratti d’appalto, d’opera o di somministrazione.

Questo conferma la centralità dei rischi interferenziali. Molti infortuni gravi avvengono in contesti complessi, nei quali più imprese operano contemporaneamente nello stesso luogo di lavoro. In questi casi, la prevenzione non dipende solo dalla singola impresa, ma dal coordinamento tra committente, appaltatori, subappaltatori, lavoratori autonomi e figure della sicurezza.

La proposta rafforza quindi l’esigenza di un sistema documentale e operativo coerente, in cui DUVRI, PSC, POS, procedure di coordinamento, riunioni, sopralluoghi e verifiche non siano meri adempimenti formali, ma strumenti effettivi di governo delle interferenze.

Il ruolo delle certificazioni e delle asseverazioni

La Commissione valorizza il possesso di asseverazioni e certificazioni dei sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Questi strumenti possono rappresentare indicatori di organizzazione virtuosa, purché siano effettivi e non meramente formali.

Le certificazioni, tuttavia, non devono essere intese come automatica garanzia di assenza di responsabilità. Esse possono costituire un elemento favorevole nella valutazione del grado della colpa, ma devono essere accompagnate da concreta attuazione, aggiornamento, controllo interno e coinvolgimento dei lavoratori.

In questa prospettiva, un sistema certificato deve dimostrare di funzionare nella realtà operativa quotidiana.