Il contesto delle proposte di riforma
Le proposte nascono dalla constatazione che l’attuale quadro normativo, pur articolato e strutturato, presenta alcune criticità operative. Il D.Lgs. 81/2008 ha costruito un sistema prevenzionistico fondato sulla valutazione dei rischi, sulla programmazione delle misure di prevenzione e protezione, sulla formazione, sulla sorveglianza sanitaria e sulla partecipazione dei soggetti aziendali. Tuttavia, nella prassi, non sempre questi strumenti producono un’effettiva riduzione del rischio.
Uno dei problemi principali riguarda la distanza tra adempimento formale e prevenzione sostanziale. Il Documento di Valutazione dei Rischi, ad esempio, può diventare un documento meramente statico, non aggiornato, non coerente con l’organizzazione reale dell’impresa o non adeguatamente collegato alle misure operative. Analogamente, la formazione può essere vissuta come obbligo burocratico e non come strumento di modifica dei comportamenti lavorativi.
La Commissione propone quindi una riforma che cerca di intervenire su tre livelli:
- il livello penale, attraverso modifiche al Codice penale;
- il livello processuale, attraverso modifiche al Codice di procedura penale;
- il livello prevenzionistico-organizzativo, attraverso modifiche al D.Lgs. 81/2008.
L’obiettivo non è stravolgere il sistema, ma correggere alcuni punti critici: rafforzare la responsabilità effettiva, valorizzare le imprese che adottano modelli organizzativi seri, aumentare la qualità tecnica della valutazione dei rischi e rendere più centrale il ruolo del Servizio di Prevenzione e Protezione.