INAIL - pubblicate le istruzioni per la comunicazione del nominativo dell'organismo abilitato alla verifica di messa a terra

ADEMPIMENTO

Stato: nuovo, creato con il milleproroghe 2020 in data 2/01/2020, ed approvato da pochi giorni.

Descrizione adempimento: comunicazione all’INAIL mediante PEC dell’organismo notificato che esegue la verifica di messa a terra, che tutte le aziende soggette al D.Lgs 81/2008 devono effettuare ogni 2 o 5 anni (in funzione della tipologia di rischio).

QUANDO ADEMPIERE

  1. Per i datori di lavoro che hanno fatto eseguire verifiche DOPO il 31 dicembre 2019: hanno l’obbligo di comunicare tempestivamente (quindi il prima possibile) all’Inail, in via informatica, il nominativo dell’organismo incaricato delle verifiche periodiche. In allegato all'articolo ho inserito un modello compilato, oltre al modello in bianco fornito dall'INAIL.
  2. Per i datori di lavoro che hanno fatto eseguire verifiche PRIMA del 31 dicembre 2019: l’adempimento sarà svolto subito dopo l’effettuazione della verifica.
  3. Per chi non avesse mai fatto la verifica: verificare la propria documentazione tecnica (dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico e documentazione relativa all'impianto di messa a terra) e provvedere in tempi brevi (vedi sotto "domanda"). Per fare la comunicazione di cui all'oggetto, tutti i documenti sottostanti devono essere in ordine.

COME ADEMPIERE

E’ necessario compilare il modulo allegato ed inviarlo via PEC all’unità operativa regionale dove ha sede l’azienda. L’elenco delle UOT Inail è riportato in allegato nel testo dell'articolo sul sito internet.

Nelle prossime settimane sarà predisposto un form online nel portale CIVA dell’INAIL (subordinato alla pubblicazione di indicazioni tecniche fornite dagli uffici competenti del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che sostituirà la PEC).

DOMANDA: NON HO MAI CHIESTO LA OMOLOGAZIONE DELL’IMPIANTO DI TERRA. POSSO FARE LO STESSO LA COMUNICAZIONE VIA PEC?

La comunicazione del datore di lavoro di cui all’art. 7 bis, comma 2, del DPR 462/2001 non è sostitutiva della denuncia di impianto di cui all’art. 2, comma 2, del medesimo decreto e, pertanto, il datore di lavoro che non abbia mai inviato la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, deve preliminarmente provvedere a denunciare l’impianto ai sensi del citato art. 2, comma 2, attraverso il portale CIVA dell'INAIL (https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/avvisi-e-scadenze/avviso-avvio-procedura-civa-2019.html)

DOVE TROVO INFORMAZIONI IN RETE SU QUESTO ADEMPIMENTO?

Il sito di riferimento è l'INAIL: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/avvisi-e-scadenze/avviso-civa-banca-dati-obblighi-datore.html

QUALI SONO LE CRITICITA’?

  • Il modulo richiede informazioni tecniche di non facile reperimento (tensione, numero dispersori, potenza impegnata reperibile sulla bolletta);
  • E’ richiesto di allegare copia della propria dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico, ai sensi della L. 46/90 (oggi 37/08), oppure in assenza di detto documento una dichiarazione di rispondenza redatta ai sensi del D.M. 37/08 da installatore qualificato iscritto alla CCIAA (fino a 6 kW) oppure da professionista abilitato (perito industriale o ingegnere) con almeno 5 anni di esperienza nel settore specifico. Non deve essere allegato il progetto dell’impianto elettrico (dove necessario) ma con la dichiarazione diamo per scontato che sia presente.
  • Se non fosse disponibile la dichiarazione di conformità o la rispondenza, consiglio di Contattare un installatore qualificato iscritto alla CCIAA o un tecnico abilitato per una verifica dell’impianto esistente e sulle azioni da intraprendere.