Modifiche tecniche al Codice di Prevenzione Incendi

Il D.M. Interno 18 ottobre 2019 sostituisce l’allegato 1 al D.M. 3 agosto 2015, Codice di prevenzione incendi. Le modifiche rispondono alla necessità di aggiornamento delle disposizioni tecniche ai più aggiornati standard internazionali.

Il D.M. Interno 18 ottobre 2019 modifica (sostituendolo, come da prassi legislativa attuale) l'allegato 1 al Codice di prevenzione incendi (D.M. Interno 3 agosto 2015): ritiene infatti in premessa il decreto che sia “necessario proseguire il percorso di aggiornamento delle vigenti disposizioni tecniche in materia di prevenzione incendi sulla base dei più aggiornati standard internazionali”.
Le modifiche interessano:
a) Sezione G - Generalità;
b) Sezione S - Strategia antincendio;
c) Sezione V - Regole tecniche verticali, limitatamente ai seguenti capitoli:
– V.1 – Aree a rischio specifico;
– V.2 – Aree a rischio per atmosfere esplosive;
– V.3 – Vani degli ascensori;
d) Sezione M - Metodi.
L’art. 2 del decreto indica poi come calcolare la durata dei servizi (e quindi l'importo del corrispettivo dovuto) in caso di utilizzo dei metodi di progettazione della sicurezza antincendio di cui al paragrafo G.2.7 dell'allegato 1: bisogna applicare il D.M. Interno 9 maggio 2007 (“Direttive per l'attuazione dell'approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio”, in particolare l’art. 3, comma 3 e l’art. 4, comma 2.
Si ricorda che il 20 ottobre scorso è entrato in vigore Il D.M. 12 aprile 2019, che ha modificato il D.M. 3 agosto 2015, estendendo l’applicazione del nuovo codice di prevenzione incendi ad una serie di attività che prima ne erano escluse.