Interpello 2/2018: il medico competente non può fare vigilanza

La Commissione interpelli del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha risposto all’interpello (5 aprile 2018, n. 2) della Regione Lazio relativo alla corretta interpretazione del TUSL sul dipendente di un struttura pubblica assegnato agli uffici di vigilanza che presti attività di medico competente.La Commissione interpelli del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha risposto all’interpello (5 aprile 2018, n. 2) della Regione Lazio relativo alla corretta interpretazione del TUSL sul dipendente di un struttura pubblica assegnato agli uffici di vigilanza che presti attività di medico competente.
Con l’interpello 5 aprile 2018, n. 2 la Commissione interpelli del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali risponde sulla corretta interpretazione del TUSL art. 39, comma 3, che vieta al dipendente di un struttura pubblica assegnato agli uffici di vigilanza di prestare attività di medico competente a nessun titolo e in nessuna parte del territorio nazionale.L’articolo sembrerebbe chiaro, ma l’istante (Regione Lazio) chiede se tale disposizione sia “da intendersi rivolta a tutte le strutture del dipartimento di prevenzione delle aziende sanitarie locali o solo a quelle che svolgono attività ispettiva e se sia applicabile a tutto il personale con qualifica ispettiva afferente all’azienda sanitaria”.Dopo aver richiamato per continuità l’abrogato articolo 17, comma 7 del D.Lgs. n. 626/1994, che diceva la stessa cosa con parole leggermente diverse, l’interpello fa riferimento anche al D.Lgs. n. 229/1999, per stabilire che per il legislatore “il dipartimento di prevenzione rappresenta un’unica struttura deputata allo svolgimento di attività polifunzionali, volte a garantire un continuo innalzamento del livello di salute e di miglioramento della qualità della vita. In tale contesto il dipartimento non esercita solo un’attività di vigilanza ... ma anche funzioni di tipo preventivo e autorizzativo ...” e una “ricerca attiva di soluzioni condivisa con tutti gli attori ... chiamati a concorrere alla prevenzione e gestione dei rischi. emerge dunque una pluralità di funzioni” tra le quali “la sorveglianza epidemiologica l’informazione all’utenza, l’assistenza alle imprese, la formazione degli operatori, l’educazione sanitaria della popolazione, l’informazione e la comunicazione del rischio per la salute”.Tali caratteristiche e vocazioni rendono, secondo il Ministero, il disposto dell’art. 39 comma 3 TUSL “applicabile a tutte le strutture che compongono il dipartimento” di prevenzione “e a tutto il personale ad esso assegnato, indipendentemente dalla qualifica rivestita”.

Ministero Lavoro — Interpello 5 aprile 2018, n. 2/2018