Green pass obbligatorio dal 6 agosto. Le nuove regole del Decreto-Legge 23 luglio 2021 n. 105 - come leggere il QR CODE

In breve (Decreto-Legge 23 luglio 2021 n. 105)

La certificazione sarà necessaria per poter consumare al tavolo al ristorante, per l’accesso agli spettacoli all’aperto, ai centri termali, alle piscine, alle palestre, alle fiere, ai congressi, ai concorsi, nonché per cinema e teatri. E’ quanto previsto dal decreto approvato il 22 luglio dal Consiglio dei Ministri. Per ottenere il green pass occorre provare di aver effettuato almeno la prima dose di vaccino ovvero di essere guariti dall'infezione ovvero, ancora, di aver effettuato un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al Coronavirus. In caso di violazione, sia l’esercente che l’utente, rischiano una sanzione pecuniaria da 400 a 1.000 euro. Il decreto prevede la proroga dello stato d’emergenza fino al 31 dicembre 2021.

In fondo all'articolo riporto una modalità di lettura del QR CODE mediante applicazione Android o IOS e l'applicazione "Verifica C19".

Modalità rilascio green pass

Il decreto introduce una certificazione verde “italian made” con sostanziali differenze rispetto, ad esempio, al green pass richiesto per viaggiare in molti Paesi europei. Secondo quanto contenuto nell’art. 4 basterà, infatti, una dose di vaccino (validità nove mesi) per ottenere il lascia passare verde, oppure essersi sottoposti a tampone (il certificato, in caso di negatività, sarà valido per 48 ore) o ancora essere guariti, da sei mesi, da infezione da SARS-COV 2.

Quarantena

Nel decreto fa capolino anche una norma che riduce a sette giorni la quarantena per i possessori di green pass che entrano in contatto stretto con persone positive.

Avvio delle nuove regole: dal 6 agosto 2021

Test antigenici rapidi a prezzo contenuto.

Il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 definirà, secondo quanto affermato nell’art. 5, in accordo con il Ministro della salute, un protocollo d’intesa con le farmacie e con le altre strutture sanitarie al fine di assicurare fino al 30 settembre 2021 che la somministrazione di test antigenici rapidi avverrà a prezzi contenuti e parametrati al costo d’acquisto.

Proroga stato di emergenza

Il decreto all’art. 1 dice, “in considerazione del rischio sanitario connesso al protrarsi della diffusione degli agenti virali da COVID-19”, prevede la proroga dello stato d’emergenza fino al 31 dicembre 2021."

Pertanto tutti i piani anticontagio COVID 19 vanno aggiornati a pagina 1 con questa nuova data (che, presumibilmente, non sarà l'ultima).

Attività per cui diventa obbligatorio il green pass

Il decreto stabilisce che sarà possibile, dal 6 agosto, svolgere alcune attività solo se si è in possesso di certificazioni verdi comprovanti l’inoculamento almeno della prima dose anti Sars-CoV-2 o la guarigione dall'infezione, ovvero, se si effettua un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus. La dimostrazione del possesso di questa documentazione non si limita all’impiego nel comparto della ristorazione (per poter consumare al tavolo): il decreto interviene per ampliare l’obbligo del green pass al fine di garantire un accesso in sicurezza anche agli spettacoli all’aperto, ai centri termali, alle piscine, alle palestre, alle fiere, ai congressi, ai concorsi, ai cinema e ai teatri. In queste ultime fattispecie (cinema e teatri) vengono alzate le soglie di capienza massima: in zona gialla, gli spettatori (indossando la mascherina e rispettando il distanziamento) potranno crescere all’aperto di numero dagli attuali 1.000 fino a un massimo di 2.500 persone, al chiuso da 500 a 1.000 spettatori. In zona bianca viene fissato un tetto all’aperto di 5.000 persone mentre al chiuso di 2.500.

Il decreto, all’art. 4, regola anche la quantità di pubblico che potrà partecipare a grandi eventi culturali e sportivi: fino al 25% di capienza al chiuso e fino al 50% di capienza all’aperto.

L’art. 3 stabilisce che, a partire dal 6 agosto, il certificato verde sarà nello specifico obbligatorio per:

  • servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso;
  • spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
  • musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
  • piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
  • sagre e fiere, convegni e congressi;
  • centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione;
  • attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • concorsi pubblici.

N.B.: Sarà possibile svolgere le sopraelencate attività solo se si è in possesso di:

  1. certificazioni verdi Covid-19 (Green Pass), comprovanti l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2 (validità 9 mesi) o la guarigione dall'infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi);
  2. effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore)

In pratica, secondo il legislatore, un lavoratore privo di Green Pass deve fare ogni 48 ore un test molecolare antigenico per potere lavorare. Pertanto, è evidente che l'invito del Governo è alla vaccinazione. E' impensabile che un lavoratore faccia ogni 48 ore un tampone, oltre che economicamente oneroso.

Sanzioni

I titolari o i gestori dei servizi, previa esibizione del green pass, sono tenuti a verificare che l’accesso a questi servizi avvenga nel rispetto delle prescrizioni anche di natura quantitativa. In caso di violazione, si rischia una sanzione pecuniaria da 400 a 1.000 euro, sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

Discoteche

i locali da ballo, anche quelli all’aperto, terranno le saracinesche abbassate

I prossimi (probabili) passaggi

Secondo le indiscrezioni trapelate al margine del Consiglio dei Ministri, da qui a settembre, il Governo intende rendere più stringente l'uso del certificato verde, complice il rientro a scuola nonché il ritorno dalle vacanze agostane.

Fonti di governo anticipano, infatti, il probabile obbligo del certificato verde per l’utilizzo dei mezzi pubblici a partire da metà settembre. Il premier ha anticipato, inoltre, che dalla prossima settimana il Governo affronterà alcuni nodi rimasti sospesi come, ad esempio, la scuola, dove non è escluso che sarà introdotto l’obbligo vaccinale per gli insegnanti (già operativo in ambito sanitario); oltre alle richieste di Confindustria di introduzione di un green pass generalizzato sui luoghi di lavoro.

Come leggere il QR CODE del green pass

È possibile scaricare VerificaC19 in modo del tutto gratuito su dispositivi Android  iOS, direttamente dalle piattaforme Play store Google e App Store di Apple. A cosa serve? Facciamo di nuovo riferimento alla scheda per la più esaustiva delle spiegazioni, con un primo riferimento alla modalità di funzionamento.

L'app VerificaC19 consente, agli operatori incaricati, la verifica della validità delle Certificazioni verdi COVID-19 e degli “EU Digital COVID Certificate” attraverso la lettura del QR code del certificato. Non prevede la memorizzazione o la comunicazione a terzi delle informazioni scansionate. La app, infatti, effettua la verifica in modalità offline ovvero senza invocare un servizio di un sistema remoto nel momento in cui viene utilizzata. La verifica dell'autenticità del certificato presuppone che la app possa accedere almeno una volta al giorno al backend della Piattaforma nazionale-DGC , collegato al gateway europeo (DGCG), dove sono rese disponibili tutte le chiavi pubbliche utilizzate per firmare gli “EU Digital COVID Certificate” emessi.

L'app svolge il suo compito anche in modalità offline, senza una connessione Internet attiva (è però necessario abilitarla almeno una volta al giorno). Non appena aperta, l'interfaccia di VerificaC19 mostra il pulsante “Avvia scan” per attivare la fotocamera e inquadrare il codice QR relativo al Certificato Verde da analizzare.

In un istante compare l'esito della scansione, “Certificato valido” oppure “Certificato non valido”, accompagnato da alcune informazioni di base come nome, cognome e data di nascita del cittadino.

Ricapitolando, sono questi gli step che regolano il funzionamento di VerificaC19.

  • Il soggetto che deve verificare la certificazione chiede all'utente di mostrare il QR code del suo certificato;
  • utilizzando l'app viene letto il QR code e ne viene verificata l’autenticità utilizzando la chiave pubblica di firma del certificato;
  • una volta decodificato il contenuto informativo della Certificazione verde COVID-19 o dell'EU Digital COVID Certificate, l'app mostra le informazioni principali in esso contenute (nome, cognome e data di nascita dell'intestatario del certificato);
  • la validità del certificato viene verificata rispetto alle date in esso contenute e alle regole in vigore in Italia per le Certificazioni verdi COVID-19.

Il Ministero della Salute specifica che il soggetto incaricato procede alla verifica a vista della corrispondenza dei dati anagrafici dell'intestatario mostrati dalla app VerificaC19 e quelli di un documento di identità mostrato dall'interessato.

Chi sono gli operatori autorizzati alla verifica dei certificati? Quelli appartenenti alle seguenti categorie, secondo la documentazione ufficiale.

  • I pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni;
  • il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi iscritto nell'elenco di cui all'articolo 3, comma 8, della legge 15 luglio 2009, n. 94;
  • i soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati;
  • Il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati;
  • i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali in qualità di visitatori sia prescritto il possesso di certificazione verde COVID-19, nonché i loro delegati.

Ricordiamo che per ottenere il Green Pass è possibile affidarsi all'applicazione IO, a Immuni, al portale dgc.gov.it e presto anche al Fascicolo Sanitario Elettronico.

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Nota conclusiva: il green pass obbligatorio potrebbe essere incostituzionale?

Occorre preliminarmente precisare che le norme sul green pass non possono e non debbono essere confuse con il quadro giuridico che afferisce (al potenziale) obbligo di vaccinazione.

L’obbligo vaccinale non è, tuttavia, una disciplina estranea al nostro ordinamento ed anzi la Corte Costituzionale ha più volte confermato la compatibilità di norme che impongano, per determinate patologie e in contesti straordinari, l’obbligo di vaccinazione.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 258 del 1994, ha stabilito, infatti, che le leggi che prevedono l’introduzione di un obbligo vaccinale sono compatibili con l’art. 32 della nostra Costituzione se contemperano la tutela della salute collettiva e il diritto individuale alla salute; e lo ha, tra l’altro, ribadito con la sentenza n. 5 del 2018 proprio a seguito dell’irrigidimento dell’obbligo vaccinale di cui al D.L. 73/2017.

Assodata, quindi, la legittimità (potenziale) dell’imposizione della vaccinazione è più che mai opportuno sottolineare che la decisione di ampliare le libertà individuali (nel rispetto della collettività) a chi esibisce la certificazione verde non ha nulla a che vedere con l’obbligo vaccinale.

L’art. 4 del decreto prevede, infatti, delle “alternative” al vaccino che consistono, ad esempio, nella dimostrazione della negatività all’infezione SARS COV-2 attraverso l’impiego di un semplice test antigenico. Le varie opzioni (vaccino, tampone rapido e la possibilità di ottenere il green pass dopo essere “naturalmente” guariti dall’infezione) costituiscono alternative percorribili che, in ogni caso, consentono di interpretare la certificazione verde, non come un obbligo vaccinale, giacché “conseguibile” anche con modalità alternative.