Prospetto riassuntivo COVID 19

ARGOMENTI:

  • Mascherine medico – chirurgiche e D.P.I. nel contesto dell’emergenza COVID 19;
  • Livelli di rischio lavoratori.

(NOTA: indicazioni tratte da documenti AIDII, in allegato all’articolo, integrate dallo scrivente con altri documenti ufficiali. E’ comunque sempre necessario per una migliore comprensione del testo fare riferimento ai documenti istituzionali ed integrali, a cui si rimanda. In generale fare riferimento a fonti certe e verificabili. Evitare tutto il resto).

Per iniziare, consiglio di guardare i video istituzionali INAIL QUI. Riguardano il virus, l’uso delle mascherine e dei guanti. Sono ben fatti. Per l’elenco della normativa alla data odierna: QUI

PREMESSA

  • Indossare una mascherina medico-chirurgica è una (ma non l’unica) delle principali misure di prevenzione per limitare la diffusione di alcune malattie respiratorie (anche se attualmente ci sono pareri discordanti tra l’organizzazione Mondiale della Sanità e gli esperti)
  • L’utilizzo di tali presidi è comunque consigliabile come misura di prevenzione generale nel contesto emergenziale in oggetto.

Le mascherine medico-chirurgiche sono maschere facciali lisce o pieghettate (alcune hanno la forma di una coppetta) monouso, che vengono posizionate su naso e bocca e fissate alla testa con lacci o elastici. Queste costituiscono un’utile barriera di protezione nella diffusione di agenti patogeni trasmissibili per via area (aerosol e goccioline).

Si raccomanda di utilizzare mascherine chirugiche di cui sia comprovata l’efficacia di filtrazione. In relazione all’efficienza di filtrazione e resistenza respiratoria possono essere di 4 tipi:

  • I - filtrazione batterica 95% (da usare solo per pazienti e cittadini per ridurre il rischio di contagio)
  • IR - filtrazione batterica 95% - resistente agli spruzzi (da usare solo per pazienti e cittadini per ridurre il rischio di contagio)
  • II - (maggiore efficienza filtrazione batterica(≥ 98%)
  • IIR - (maggiore efficienza filtrazione batterica(≥ 98%) – resistente agli spruzzi

In caso di difficoltà di approvvigionamento, come raccomandazione generale si consiglia di utilizzare mascherine costituite da tre strati di tessuto di cui di almeno due strati di tessuto non tessuto.

  • L’utilizzo di veri e propri D.P.I. delle vie respiratorie (FFP2/FFP3 o equivalente N95/N99) dovrebbe essere attentamente valutato in casi specifici, con particolare riferimento a:
    • tutti i soggetti che possano entrare frequentemente in contatto diretto e prolungato con il pubblico oltre che con sintomi respiratori;
    • con soggetti con diagnosi sospetta o acclarata di COVID-19.
  • La mascherina non basta. Serve adottare anche tutte le altre misure igieniche (disponibili a questo link);
  • Non indossare più mascherine medico-chirurgiche sovrapposte (è inutile);
  • La mascherina medico-chirurgica, va indossata, rimossa e smaltita correttamente, seguendo adeguate procedure (link).
  • Si raccomanda di sostituire la maschera medico-chirurgica con una nuova maschera pulita al termine dell’attività che può aver comportato esposizione a SARS-CoV-2, o non appena quella in uso si inumidisce, venga danneggiata o risulti palesemente sporca. In linea di massima dopo 2 -3 ore di uso (massimo 8), le mascherine vanno sostituite.
  • L'uso prolungato è preferibile rispetto al riuso. Secondo le indicazioni disponibili, quando non specificato dal costruttore, viene suggerito di riutilizzare il DPI al massimo di cinque volte. Le maschere con la dizione “Monouso” ('FOR SINGLE USE') apposta dal costruttore e le mascherine medico-chirurgiche, NON POSSONO ESSERE IN NESSUN CASO RIUTILIZZATE. Ad oggi non vi sono metodi di riconosciuta efficacia (studiati in modo adeguato) per disinfettare o sterilizzare in sicurezza tutti i DPI;
  • Attenzione ai D.P.I. autoprodotti. E’ necessaria approvazione I.S.S. per le mascherine (a fini lavorativi) e approvazione INAIL per i D.P.I. Alla data del 5 aprile su un totale di 840 pratiche processate dall’Istituto per i DPI ne sono state approvate 35, quasi tutte presentate da importatori Cinesi. Nella maggioranza dei casi le richieste riguardano prodotti che non garantiscono i requisiti di qualità e sicurezza per la protezione di lavoratori e operatori sanitari, o che non sono valutabili come D.P.I.

 CHI NON DEVE utilizzare le FFP2 ed FFP3 con valvola

E' importante sapere che dalla VALVOLA della Mascherina fuoriescono le esalazioni (che equivale a DIFFONDERE il possibile contagio, per cui è come non averle). Quindi:

  • Sono assolutamente sconsigliate per la popolazione: ci contamineremmo uno con l'altro.
  • Sono sconsigliate anche per le Forze dell'Ordine che sono costrette ad un contatto ravvicinato tra colleghi, si contaminerebbero l'uno con l'altro.
  • Sono sconsigliate anche per tutti i reparti di alimentari o banchi del fresco.
  • Sconsigliate a Uffici aperti al pubblico, si contaminerebbero uno con l'altro tra colleghi.

 CHI DEVE avere le FFP2 ed FFP3 CON valvola:

  • Ospedali, Reparti terapia intensiva ed infettologia;
  • I soccorritori 118, Crove Verde, Croce Rossa o assimilati.

CHI DEVE avere le FFP2 ed FFP3 SENZA valvola:

  • Le Forze dell’Ordine, da usare solo ed esclusivamente per interventi di emergenza o interventi in assistenza ai soccorritori, in abbinamento ad occhiali e guanti monouso.

IN SINTESI:

  • La CITTADINANZA NON deve usare le MASCHERINE CON VALVOLA perché possono diffondere il contagio.
  • Gli ADDETTI alla vendita NON devono usare le MASCHERINE CON VALVOLA perché possono diffondere il contagio.
  • QUESTE PERSONE devono usare mascherine SENZA VALVOLA o CHIRURGICHE o fatte in casa con tessuti pesanti che assorbano l'esalazione ed umidita trattenendola e non rilasciandola.

CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO PER I LAVORATORI

 A. Rischio “molto elevato” di esposizione: operatori sanitari coinvolti in procedure che generano aerosol;

B. Rischio “alto” di esposizione: personale dedicato all'assistenza sanitaria;

C. Rischio “medio” di esposizione: quelli che richiedono contatto frequente e / o stretto (cioè entro 1 metro da) con persone che possono essere infettate con SARS-CoV-2, ma che non sono pazienti COVID-19 noti o sospetti (corrieri, addetti alla vendita, colleghi di lavoro);

D. Rischio “basso” di esposizione: lavoratori impiegati in lavori che non richiedono il contatto con persone sospettate o note per essere infetti da SARS-CoV-2, né frequenti contatti ravvicinati (entro 1 metro da) con il pubblico e con altri colleghi.

INDICAZIONI PER LE AZIENDE NON SANITARIE E ATTIVITÀ PRODUTTIVE IN GENERE

Misure generali:

  • Smart-working;
  • Limitazione spostamenti;
  • Riduzione accesso esterni all’azienda;
  • Favorire inoltre l’alternanza su più turni di lavoro e ingresso/uscita scaglionati;
  • Sospensione attività che comportano l’aggregazione di persone all’interno dell’Azienda;
  • Esporre cartelli ben visibili (lavaggio mani etc), anche nei bagni;
  • Informazione lavoratori su COVID 19 mediante gli opuscoli già trasmessi;
  • Mettere a disposizione dei lavoratori soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
  • Incrementare la frequenza della pulizia degli ambienti di lavoro;
  • Garantire sempre un adeguato tasso di ventilazione e ricambio d’aria negli ambienti di lavoro;
  • Porre particolare attenzione a:
    • Lavoratori più anziani (sopra i 65 anni);
    • Soggetti immunodepressi;
    • Soggetti con patologie croniche, diabete, obesità etc;
  • Rispetto protocollo 14/03/2020.

ALTRI PUNTI DI INTERESSE:

Aggiornamento DVR: solo per chi ha già il rischio biologico e ambienti sanitari. In tutti gli altri casi adozione di procedure quali piano anticontagio e/o rispetto protocollo 14/03/2020.

Formazione ed informazione lavoratori: sospesa fino a termine emergenza o attuabile in videoconferenza (con tutti i limiti e modalità operative del caso. Non ne è consentito l’uso per addestramento e moduli pratici).

Visite mediche D.Lgs 81/2008: sospese fino a fine emergenza/svolte e previste solo per nuove assunzioni. Rimangono in validità gli attestati medici già emessi.

Patentini macchine e corsi di formazione per la sicurezza in scadenza: rimangono validi fino a fine emergenza, anche oltre la data di scadenza naturale.

Adempimenti di prevenzione incendi e verifiche periodiche: tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020. Si ritiene che tale disposizione “sia applicabile anche agli adempimenti e alle manutenzioni ordinarie degli impianti e dei presidi di sicurezza negli ambienti di lavoro previste dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, tra le quali rientrano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro di cui all’articolo 71, degli impianti di messa a terra, dei mezzi di sollevamento, la manutenzione di estintori e altri presidi antincendio quali luci di emergenza, porte antincendio, etc”.

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Approfondimento modalità uso D.P.I. (estratto dal documento AIDII):

Zona

D.P.I.

 

Utilizzo e limitazioni

Vie aeree

Facciali filtranti senza valvola

La classificazione di tipo 1 (FFP1), 2 (FFP2) e 3 (FFP3) definisce il livello di protezione dell’operatore ad aerosol e goccioline con un grado di efficienza filtrante rispettivamente del 80%, 94% e 98%.

I facciali filtranti sono ulteriormente

classificati come:

- “utilizzabili solo per un singolo turno di lavoro” e indicati con NR, - “riutilizzabili” (per più di un turno di lavoro) e indicati con R. I facciali filtranti di tipo P2 si possono ritenere corrispondenti ai respiratori classificati come N95 e quelli di tipo P3 a quelli classificati N99 dalla normativa statunitense.

UTILIZZO

I facciali filtranti FFP2 e FFP3 sono ritenuti idonei per la protezione da agenti biologici dei gruppi 2 e 3 e possono essere utilizzati per la protezione   da alcuni agenti biologici del gruppo 4.

È raccomandato l’utilizzo di dispositivi con fattore di protezione P3 quando il patogeno è trasmissibile per via aerea e devono essere eseguite manovre a rischio (es. broncoscopie). LIMITAZIONI/PECULIARITA’

  • Necessaria la prova di tenuta prima di ogni utilizzo.
  • La tenuta sul viso può non essere garantita in presenza di barba e/o baffi.
  • Quelli   dotati   di         valvola non devono essere usati da pazienti COVID-19   in   quanto   non impediscono la diffusione degli agenti patogeni trasmissibili per via aerea.

Facciali filtranti muniti di valvola

Maschere pieno facciale con filtri

Sono utilizzate congiuntamente a filtri di tipo 1 (P1), 2 (P2) e 3 (P3) che definiscono il livello di protezione dell’operatore con un grado di efficienza rispettivamente del 80%, 94% e 99,95%.

  • Può costituire un limite il contemporaneo utilizzo di occhiali da vista.
  • Nel ricondizionamento devono essere rispettate le modalità operative riportate nella scheda informativa e previste dal produttore.

Dispositivi di filtrazione dell’aria elettroventilati con filtri

Sono utilizzati e congiuntamente a filtri THP1, THP2 e THP3 che definiscono il livello di protezione dell’operatore con un grado di efficienza rispettivamente del 90%, 95% e 99,8%.

  • Il loro utilizzo garantisce la contemporanea protezione di occhi, viso e testa.
  • Consentono il contemporaneo utilizzo di occhiali da vista.
  • Nel ricondizionamento devono essere rispettate le modalità operative riportate nella scheda informativa e previste dal produttore.

Mascherine chirurgiche

Proteggono limitatamente le mucose naso-orali

  • Indossate dal paziente possono costituire un utile barriera di protezione nella diffusione di agenti patogeni trasmissibili per via area (aerosol e goccioline).
  • In relazione all’efficienza di filtrazione batterica e resistenza respiratoria sono classificate come Tipo I o II. Possono essere di 4 tipi: I, IR , II e IIR. Quelle di tipo II (tre strati) e IIR (quattro strati) offrono una maggiore efficienza di filtrazione batterica (≥ 98%), la IIR è resistente anche agli spruzzi. Quest’ultima tipologia è quella da preferire per il caso in oggetto

Occhi

Occhiali

 
  • Proteggono limitatamente da schizzi e spruzzi di sangue o altri liquidi biologici in quanto non aderiscono completamente al viso.
  • Può costituire un limite il contemporaneo utilizzo di occhiali da vista.
  • Non forniscono protezione al volto e alle mucose (naso bocca).
  • Nel ricondizionamento devono essere rispettate le modalità operative riportate nella scheda informativa e previste dal produttore.

Occhiali a maschera

 
  • Proteggono adeguatamente gli occhi da schizzi e spruzzi di sangue o altri liquidi biologici (es. saliva, urina, liquido amniotico) in quanto aderiscono completamente al viso.
  • Non forniscono protezione al volto e alle mucose naso bocca.
  • Nel ricondizionamento devono essere rispettate le modalità operative riportate nella scheda informativa e previste dal produttore.

Visiera

 
  • Protegge adeguatamente gli occhi da schizzi e spruzzi di sangue o altri liquidi biologici e può fornire un’adeguata protezione al volto ed alle mucose naso-orali.
  • Deve essere configurata correttamente a garanzia di una protezione adeguata della testa e del viso (compresi il mento e le orecchie).
  • Consente il contemporaneo utilizzo di occhiali da vista.
  • Nel ricondizionamento devono essere rispettate le modalità operative riportate nella scheda informativa e previste dal produttore.

Mani

Guanti monouso

Sono ritenuti idonei per la protezione generale da agenti biologici in applicazione delle precauzioni standard

  • I guanti classificati come DPI di III categoria (rispondenti alla norma EN 374) proteggono l’utilizzatore da agenti patogeni trasmissibili per contatto.
  • I guanti monouso classificati come DPI di III categoria riportano il pittogramma “resistenza a microrganismi” con indicazione: della classificazione del livello di performance (AQL) che non può essere inferiore ad 1,5 (Level 2).
  • Nella protezione da contatto può essere opportuno utilizzare un secondo paio di guanti da indossare sopra il primo.

Protezione del corpo

Camice

Sono ritenuti idonei per la protezione da agenti biologici dei gruppi 2 e 3 e possono essere utilizzati per la protezione da alcuni agenti biologici del gruppo 4

Protezione da agenti patogeni trasmissibili per contatto

  • E' un dispositivo monouso utilizzabile per la protezione parziale del corpo da schizzi.
  • Deve disporre di chiusura posteriore sovrapponibile.
  • Può disporre di elastici ai polsi o polsini.
  • In relazione alla modalità di trasmissione dell’agente patogeno è necessario l’utilizzo congiuntamente ad altri DPI.

Tuta completa

Sono ritenuti idonei per la protezione da agenti biologici dei gruppi 2, 3 e possono essere utilizzati per la protezione da alcuni agenti biologici del gruppo 4

È un dispositivo monouso munito di cappuccio che protegge da schizzi e spruzzi e può disporre di disporre di calzari.

  • Il sistema di chiusura, posto anteriormente, le cuciture, le giunzioni e gli assemblaggi devono soddisfare i requisiti specificati dalle pertinenti norme tecniche di classificazione.
  • In relazione alla modalità di trasmissione dell’agente patogeno, può essere necessario l’utilizzo congiuntamente ad altri DPI.

Tuta   scafandro ventilata

Sono ritenuti idonei per la protezione da agenti biologici dei gruppi 2, 3 e possono essere utilizzati per la protezione da alcuni agenti biologici del gruppo 4

È un indumento di protezione completo, munito di scafandro che protegge da schizzi e spruzzi e sistema di ventilazione, alimentato con aria motore munito di sistema di filtrazione.

  • Il sistema di chiusura, le cuciture, le giunzioni e gli assemblaggi devono soddisfare i requisiti specificati dalle pertinenti norme tecniche di classificazione;
  • Consentono di effettuare la doccia decontaminante.

Nota finale: tutte le informazioni sopra riportate sono frutto dell’elaborazione dell’autore, basata sulle conoscenze disponibili al momento della stesura del documento.

Considerato la multidisciplinarità del tema (sicurezza, medicina, biologia, chimica etc) non è possible escludere a priori imprecisioni e/o errori. Per questo, l’utilizzo delle informazioni di cui sopra deve essere verificato in sinergia con l’RSPP aziendale, il Medico Competente e tutte le figure chiamate a rispondere dall’emergenza COVID.

Si rimanda, per maggiori dettagli ed approfondimenti, alla documentazione ufficiale disponibile nei siti istituzionali ed anche qui richiamate.